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FESTIVI INFRASETTIMANALI E TURNI, IL CCNL 2026 CAMBIA LE REGOLE: PIÙ FLESSIBILITÀ PER GLI ENTI LOCALI

26 Marzo 2026

Il nuovo CCNL Funzioni locali 2022-2024, sottoscritto il 23 febbraio 2026, introduce una novità di forte impatto nella gestione dei turni durante le festività infrasettimanali. La modifica riguarda l’articolo 25, che consente agli enti di programmare, in quelle giornate, la presenza di un numero ridotto di lavoratori turnisti, purché la scelta sia coerente con le esigenze di servizio. Inoltre, per i turnisti ai quali la prestazione non viene richiesta, la giornata resta festiva, non genera debito orario e non dà luogo al compenso per il turno. Si tratta di una innovazione espressamente prevista dal nuovo contratto nazionale.

Fino a oggi, il quadro applicativo era molto più rigido. In sostanza, le alternative erano due: o il festivo infrasettimanale veniva escluso dall’orario di servizio, con conseguente assenza di obbligo lavorativo per tutti i turnisti; oppure, se il servizio restava attivo, la giornata diventava lavorativa per tutti coloro che erano inseriti nella matrice del turno, con maggiorazione del 100% in caso di prestazione e necessità di giustificare l’assenza in caso di mancato servizio. Anche questo assetto trova conferma negli orientamenti applicativi ARAN sulla disciplina previgente e sulla maggiorazione del turno festivo infrasettimanale.

La vera svolta, dunque, è l’apertura a una terza soluzione: non più soltanto “tutti fuori” o “tutti dentro”, ma una modulazione organizzativa del turno in base alla reale intensità del servizio. Per gli enti locali, e in particolare per le Province, il punto decisivo è proprio questo: la nuova norma rafforza la leva gestionale del dirigente, che può calibrare la presenza del personale nei festivi infrasettimanali senza dover alterare l’orario di servizio complessivo, ma intervenendo sull’articolazione concreta dell’orario di lavoro e dei turni.

Il tema ora si sposta sul piano organizzativo. La nuova disciplina offre più elasticità, ma richiede scelte chiare, atti coerenti e una puntuale definizione delle esigenze di presidio. In altri termini, il CCNL apre uno spazio nuovo: spetta agli enti saperlo utilizzare bene.

Sul Blog di Pi.Co. è stato pubblicato un approfondimento in materia mentre sul Forum di Pi.Co. è stata aperta una discussione.

Redattore: Redazione UPI